LUCIO DALLA
Biografia

Lucio Dalla è nato a Bologna, il 4 marzo 1943.

A sette anni (1950) Lucio Dalla perde il padre, che muore stroncato da un tumore, e la madre inserisce il bimbo per il periodo scolastico in un collegio di Treviso, dove trascorrerà le elementari e dove inizierà ad esibirsi nelle recite scolastiche; inizia in quel periodo a imparare a suonare la fisarmonica.

Tornato adolescente a Bologna, Lucio Dalla si appassiona al jazz: la madre per il suo tredicesimo compleanno gli regala un clarinetto, che il giovane Lucio impara a suonare in fretta, iniziando ad esibirsi in alcuni gruppi dilettantistici della città e mettendosi subito in evidenza. In questo periodo conosce Gianfranco Baldazzi, che diventerà in seguito suo collaboratore.

Inizia a suonare come clarinettista in un gruppo jazz bolognese, la Rheno Dixieland Band, di cui fa parte anche Pupi Avati, futuro regista.

Nel 1960 partecipa con la Rheno al Primo festival europeo del Jazz, ad Antibes, in Francia. La formazione bolognese si classifica prima tra le "bande tradizionali".

Si fa così notare da un'orchestra di professionisti romani e con essi ha, nel 1961, la prima esperienza in sala d'incisione, suonando il clarino nel brano strumentale Telstar.

Alla fine del 1962 Lucio Dalla entra invece nei Flippers di cui fanno parte anche il futuro critico musicale Fabrizio Zampa, il futuro tastierista del "Maurizio Costanzo Show" Franco Bracardi e il futuro cabarettista Massimo Catalano, e con essi (oltre ad incidere vari dischi) collabora ad alcune incisioni dei 45 giri del cantautore Edoardo Vianello (come "Arrivano i mostri" e la notissima "I Watussi"), che i Flippers accompagnano anche nelle tournée.

Proprio con i Flippers Lucio Dalla firma il primo contratto della sua vita: era il 1962 (poco prima di iniziare la collaborazione con Vianello), e firmò per una serie di serate.

Lucio Dalla con le collane Durante il Cantagiro del 1963 Gino Paoli ha modo di conoscerlo, di ascoltarlo e di convincerlo di tentare la carriera come solista.

Nel 1964, quando Dalla ha 21 anni, esce il suo primo disco da solista: il 45 giri con Lei e Ma questa sera (quest'ultima è la cover di Hey little girl di Curtis Mayfield).

Il suo esordio al Cantagiro nel 1964, in cui presenta Lei, scritta da Paoli, è però deludente, e sia durante le serate itineranti che (specialmente) durante gli spostamenti della carovana viene fatto segno di lanci di ortaggi e derrate alimentari. Lucio, in ogni modo, si mostrò veramente un duro, e non si lasciò abbattere».

Ritorna comunque al Cantagiro l'anno successivo con "L'ora di piangere", scritta da Sergio Bardotti, che non riesce ad ottenere successo.

Lucio Dalla con occhialini e berretto Forma un suo gruppo di accompagnamento con musicisti bolognesi, "Gli Idoli", con i quali incide il primo album

A Sanremo, Lucio Dalla torna nel 1967, con Bisogna saper perdere, eseguita in coppia con i Rokes di Shel Shapiro: il 1967 è anche l'anno del suicidio di Luigi Tenco, che aveva collaborato con Dalla per uno dei testi del primo disco, Mondo di uomini, e con cui era diventato amico («Con Tenco avevo avuto rapporti di amicizia e di collaborazione. Andammo a Sanremo insieme, prendemmo la camera vicina, e la sua morte mi sconvolse...non dormii per un mese»).

Nel 1969, Lucio Dalla ha un discreto successo con la canzone "Fumetto", che viene scelta dalla Rai come sigla del programma di cartoni animati della Tivù dei ragazzi "Gli eroi di cartone".

Al Festival di Sanremo del 1971 una oleografica "canzone popolare": 4 marzo 1943, testo scritto da Paola Pallottino, che gli vale il terzo posto assoluto.

L'anno dopo Lucio Dalla partecipa ancora a Sanremo con "Piazza Grande", bel brano alla cui musica collabora Ron.

Lucio Dalla che canta Nel 1975 inizia la collaborazione con De Gregori (con il quale l'anno precedente Dalla ha anche tenuto alcuni concerti, insieme ad Antonello Venditti e Maria Monti, da cui è tratto il disco dal vivo Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo)): scrivono insieme la musica per "Pablo", che De Gregori incide nel suo disco "Rimmel" e per "Giovane esploratore Tobia", incisa l'anno dopo in "Bufalo Bill".

Avviene a questo punto un nuovo strappo nella carriera di Lucio Dalla che, decide di diventare referente unico della sua musica e di lì in avanti sarà in tutti i suoi album sia compositore che paroliere, senza però smettere di frequentare artisti, poeti e scrittori.

Pubblica nel 1977 Come è profondo il mare (con Quale allegria e Disperato erotico stomp): il disco viene visto da molti fan come un tradimento ed un cedere ad esigenze commerciali, seguito da un disco ancora più famoso nel 1979, Lucio Dalla (con Anna e Marco, L'ultima luna, L'anno che verrà), che raggiunge il milione di copie vendute, bissato nel 1980 da Dalla.

Nel 1981 pubblica Q disc (con Telefonami tra vent'anni) e due anni dopo l'incompreso 1983, che induce Dalla a cambiare rotta musicale: abbandona gli Stadio, ormai avviati ad una carriera come gruppo, ed inizia a collaborare con Mauro Malavasi, che accentua la ritmica degli arrangiamenti: il risultato è Viaggi organizzati, con la famosissima Tutta la vita, incisa anche in inglese da Olivia Newton-John e cantata anche anni dopo da De Gregori dal vivo, e Washington, con la parte musicale scritta da Tullio Ferro, storico autore di musiche per Vasco Rossi.

Nel 1986 torna a lavorare con gli Stadio per l'ottimo e sottovalutato album Bugie. Memorabile è l'unico brano inedito dell'album, Caruso, che regalerà nuovamente a Lucio Dalla un successo incredibile che da anni stentava ad arrivare.

Lucio Dalla legge il testo della canzone Nel 1988 arriva una nuova, trionfale esperienza ovvero DallaMorandi, disco (con inediti scritti da Mogol, Lavezzi, Battiato, Stadio e Ron) e lunghissimo tour (anche all'estero) nel quale i due miti della musica italiana, accompagnati (per l'ultima volta) dagli Stadio giocano a scambiarsi i brani, raccontando la loro storia e incantando il pubblico che interviene numerosissimo ad ogni concerto.

Rai 1 manda in onda in diretta la tappa conclusiva del tour estivo da Taormina (con la regia di Gabriele Salvatores) che avrà picchi di ascolto notevoli.

Per almeno 10 anni Lucio Dalla mette d'accordo critica e pubblico, come in quel periodo solo Franco Battiato è capace di fare con i suoi dischi. Parecchi cantautori della generazione successiva gli saranno espliciti debitori (Luca Carboni, Samuele Bersani e Biagio Antonacci, leggendaria la collaborazione con De Gregori; echi dalliani sono percepibili anche nella triade emiliana Rossi-Zucchero-Ligabue).

Superati i cinquant'anni, Lucio Dalla abbandona quasi completamente gli istrionismi. Nell'ultimo decennio i suoi album restano ottime raccolte di canzone d'autore tra cui vanno ricordati Cambio del 1990 (con il successo del singolo Attenti al lupo scritto da Ron) e il malinconico Henna del 1993, ricco di piccole perle intimiste e momenti di follìa pura (come nell'ironica Merdman).

Nel 1996 esce Canzoni e ancora una volta l'album è trainato da un singolo di grossa presa popolare ovvero Canzone, scritta da Samuele Bersani, giovane pupillo di Lucio Dalla.

Nel febbraio 2007 torna ad esibirsi con Ron, in uno spettacolo accompagnato da un'orchestra d'archi, dal violinista Lino Cannavacciuolo, dalla compagnia di mimo e danza Kataklò e la regia curata da Pepi Morgia; nello stesso periodo inizia a collaborare con Mario Tutino, sovrintendente e direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna per un progetto sul "Pulcinella" di Igor Stravinskij, del 1920.

Nel 2008 Lucio Dalla mette in scena L'opera del Mendicante di John Gay, interpretata dalla cantante e attrice Angela Baraldi e Peppe Servillo degli Avion Travel. Lo spettacolo ha debuttato al teatro Duse di Bologna il 31 marzo.

Il 7 luglio 2008 il cantautore bolognese presenta l'inno ufficiale della squadra olimpica italiana, intitolato Un uomo solo può vincere il mondo ed appositamente composto per i Giochi di Pechino.

A dicembre, Lucio Dalla recita in Artemisia Sanchez su Raiuno; per tale miniserie scrive e canta il tema d'apertura.

 

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