FABRIZIO DE ANDRE

Biografia

Fabrizio Cristiano De Andre nacque il 18 febbraio 1940 nel quartiere genovese di Pegli, in via De Nicolay 12 (ove è stata posta una targa commemorativa).

Nell'agosto 1998, sollevò un'ondata di proteste e sdegno tra gli esponenti di quella classe politica e sociale che Fabrizio De Andre racchiudeva nel suo concetto di borghesia. Gli stessi che gridavano allo scandalo quando Fabrizio De Andre dedicava le sue strofe a prostitute, lestofanti e suicidi e che, alla sua morte, lo avrebbero osannato definendolo "Grande Poeta".

A Fabrizio De Andre vanno riconosciuti il coraggio e la coerenza d'aver scelto, nella società italiana del dopoguerra, di sottolineare i tratti nobili degli sconfitti, affrancandoli dal ghetto degli indesiderabili e mettendoli a confronto con i loro accusatori.

Il cammino di Fabrizio De Andre ebbe inizio in Via del Campo, strada proibita di giorno quanto frequentata la notte. È in quel ghetto di umanità platealmente respinta e segretamente bramata che avrebbero preso corpo le sue ispirazioni; da ghetto in ghetto, dalle prostitute alle minoranze etniche, passando per diseredati, disertori, bombaroli ed un'infinità di altre figure. Nella sua antologia di vinti, dove l'essenza delle persone conta più delle azioni e del loro passato, Fabrizio D Andre raggiungerà alte vette di lirismo poetico.

Nell'estate 1998, durante la tournée del suo ultimo album Anime Salve, gli fu diagnosticato un tumore ai polmoni, che lo portò a interrompere i concerti.

La notte dell'11 gennaio 1999, Fabrizio De Andre morì all'Istituto dei tumori di Milano, dove era stato ricoverato con l'aggravarsi della malattia.

I funerali di Fabrizio De Andre, si svolsero nella Basilica di Carignano a Genova il 13 gennaio: al dolore della famiglia partecipò una folla di oltre diecimila persone, in cui trovarono posto estimatori, amici ed esponenti dello spettacolo, della politica e della cultura.

Dopo la cremazione, avvenuta il giorno seguente alla cerimonia funebre, Fabrizio De Andre venne sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di Staglieno accanto al fratello Mauro, al padre Giuseppe e alla madre Luisa Amerio.

 

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